Lorenzo Monaco (1370-1425)

UN MONACO MINIATURISTA

Il suo vero nome era Piero di Giovanni, senese di nascita, ma divenne il Monaco Lorenzo a partire dal 1391 quando prese i voti presso il monastero fiorentino di Santa Maria degli Angeli. Ed è proprio in questo monastero che intraprese anche la sua carriera da artista: cominciò infatti realizzando codici miniati, i più belli dei quali sono oggi conservati alla Biblioteca Laurenziana di Firenze. Le sue miniature prevedono molto spesso non soltanto la presenza di figurette umane, ma anche di animali (come sarà poi anche nella sua produzione pittorica); altre volte, invece di una scena narrativa, è un semplice busto di Profeta.

LA LEZIONE DI GIOTTO

Lorenzo Monaco, nel periodo della sua formazione, poté subire diverse influenze: da quelle di Simone Martini e dei Lorenzetti a quella di Giotto. Da quest’ultimo riprese in particolar modo la resa paesaggistica, come si può constatare in una delle sue opere maggiori: l’Adorazione dei Magi (1420-2). Sullo sfondo è infatti possibile intravedere uno sperone roccioso molto simile a quelli disegnati da Giotto nelle scene della Cappella degli Scrovegni. In queste scelte innaturali, l’artista si dimostra in contro tendenza rispetto alle conquiste stilistiche del tempo, votate invece alla più accurata prospettiva geometrica.

LORENZO MONACO E IL GOTICO INTERNAZIONALE

Il Gotico Internazionale è una corrente pittorica che si venne formando alla fine del ’300 in tutta Europa: essa portava con sé ancora un metodo di rappresentazione tipicamente gotico, arricchito però da alcuni elementi innovativi, come ad esempio l’indagine sulla natura e il gusto per la rappresentazione animale, la volontà di calare la scena in atmosfere fiabesche e l’amore per il lusso. Lorenzo Monaco abbracciò questa corrente fin dai primi del ’400, seguendo la lezione di maestri come Lorenzo GhibertiGherardo Starnina, da poco tornato dalla Spagna e dunque a conoscenza delle novità stilistiche sviluppatesi a livello internazionale. Nella sua produzione, esso si concretizza soprattutto nelle belle figure allungate riccamente abbigliate e nella scelta di colori brillanti e luminosi; non mancano inoltre inserti animali ed elementi fantastici.
Un esempio di quanto detto è nell’Incoronazione della Vergine conservata agli Uffizi: l’artista decide di rappresentare un gran numero di personaggi, tutti abbigliati in maniera differente. Tutto intorno è un tripudio di oro.
Ancora più significativo è il caso dell’Adorazione dei Magi, in quanto in questa rappresentazione gli elementi salienti del Gotico internazionale compaiono tutti. L’atmosfera fiabesca è generata dai dettagli esotici: in essa sono infatti presenti i più disparati tipi umani (dai tartari ai mori), alcuni con turbanti, altri con scritte in arabo sui mantelli. Nella foggia delle vesti, l’inserto prezioso è dato dall’abbondante utilizzo del lapislazzuli. Il gusto per la rappresentazione animale lo ritroviamo nel frammento a destra con cavallo, levriero e cammello. Infine, il Monaco inserisce anche il dettaglio fantastico: nella stella cometa, consistente in realtà in un gruppo di angeli luminosi al cospetto di Gesù Cristo; nel gruppo dell’Annuncio ai pastori, in cui l’effetto notturno è reso dalla scelta monocromatica.

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