L’arte paleobizantina a Bisanzio

Nel 306, Costantino fissa la capitale dell’Impero a Bisanzio, città felicemente posizionata su un promontorio scosceso del Mar di Marmara, divisa in 3 parti dal Corno d’Oro.

ARCHITETTURA

Gran Palazzo - mosaico

Le prime opere che fa realizzare sono:

  • il Gran Palazzo -> caratterizzato dal magnifico  mosaico pavimentale, che si doveva estendere per una superficie di ca. 1872 mq. Le raffigurazioni sono segnate da un senso di naturalismo e da un’atmosfera fiabesca.
  • l’ampliamento dell’Ippodromo -> si prese a modello l’impianto del Circo Massimo. Era largo 126 m e lungo 450. Resta in situ il cosiddetto Colosso, ovvero un obelisco in muratura del tempo di Costanzo II, l’Obelisco di Teodosio (390) ed un tripode bronzeo; ma vi facevano parte anche gli Aurighi ed il gruppo dei Cavalli in bronzo dorato, oggi a S.Marco.
  • Colonna sorreggente Costantinoil Foro -> doveva fungere da cerniera fra la vecchia e la nuova Bisanzio, davanti alla Porta di Tracia. Sopravvive solo la colonna di porfido: essa sosteneva la figura di Costantino drappeggiata e seduta sul trono, nell’atto di sorreggere una cornucopia e con un piede posato sulla prua di una nave, simbolo dell’attività marinara della città. La platea era pavimentata con lastre di marmo e delimitata da portici semicircolari colonnati. A dare un’idea dell’impianto sono le raffigurazioni sulla Colonna di Arcadio.

Per quanto riguarda invece l’architettura religiosa, si ricordano invece:

  • la Chiesa della Natività (IV sec.) a Betlemme -> fu eretta nel luogo in cui, secondo la tradizione, avvenne la nascita di Gesù. È costituita dalla combinazione di un atrio, una basilica a 5 navate e una cripta ottagonale che racchiude la grotta. Il pellegrino, percorsa la navata, salendo tre gradini raggiunge la cripta e, attraverso la bocca di un pozzo circolare coperto da una grata, può guardare all’interno della grotta.
  • Santo Sepolcrola Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme -> basilica a 5 navate con abside arrotondata.
  • le Chiese di Tessalonica -> la città di prende il nome dalla sorellastra di Alessandro Magno e conserva testimonianze architettoniche e decorative che la stessa capitale non ha potuto conservare. Fra queste:
     -  la Rotonda di San Giorgio (V sec. ca.) -> non è possibile sapere   quando l’edificio venne trasformato da pagano (tomba di Galerio) in   cristiano; tale trasformazione fu compiuta tramite la costruzione di   un’abside, un deambulatorio attorno alla rotonda originaria, e   soprattutto con la decorazione musiva che ricoprì la grandiosa cupola alta 30 m e di ben 25 m di diametro. La decorazione vede, al   centro, un clipeo con il Cristo sorreggente un’asta con la croce; angeli e   stelle a otto punte su fondo dorato (oltre ad una fenice, simbolo   d’immortalità), nella fascia superiore; un ciclo quasi totalmente perduto   con almeno 22 personaggi (di cui restano tracce dei piedi), nella fascia   mediana; gruppi di 2-3 personaggi oranti davanti a grandiose   composizioni architettoniche su sfondo oro, nella fascia inferiore.
    - la Chiesa di San Demetrio (V sec.) -> chiesa a 5 navate con transetto, è   molto venerata dalla popolazione, in quanto conservava inizialmente le reliquie del santo, baluardo contro i nemici della città. L’edificio era   originariamente  decorato da preziosi rivestimenti marmorei e da  mosaici, danneggiati a seguito di un incendio.

Altro complesso di edifici molto significativi è poi quello che venne realizzato in età giustinianea (527-565). Fra le opere più importanti si ricordano:

  • 450px-San_Marc_Pilastri_Acritani_1S.Polieucto (525 ca.) -> voluto da Anicia Giuliana, è un vasto edificio con 6 nicchie e una galleria, coperto a cupola. Era decorata con marmi colorati, colonne intarsiate di vetro e ametista, mosaici ed intaglia (sopra gli archi della galleria e nelle nicchie) con tralci di vite e pavoni a coda aperta. Abbandonata nell’XI sec., nel 1204 fu saccheggiata dai Crociati e molti dei suoi elementi furono portati a Venezia, come i Pilastri Acritani.
  • SS.Sergio e Bacco (527-536) -> l’involucro interno è ottagonale e si articola sulle diagonali con esedre semicircolari. Fra ogni coppia di pilasti vi sono 2 colonne con capitelli a cesto. Sulla trabeazione è una lunga epigrafe in onore della coppia imperiale. La cupola consiste in 16 spicchi, alternatamente piani e concavi, ed è leggermente asimmetrica a causa di errori nell’edificazione.
  • aya_sofyaS.Sofia -> la fondazione risale a Costantino, ma fu Giustiniano a darle la fisionomia attuale: fu infatti da lui ricostruita dopo un incendio dovuto ad una rivolta popolare nel 532. Ha una pianta molto complessa, forse ricavata dividendo a metà la chiesa dei SS.Sergio e Bacco ed inserendo al centro la cupola con: rettangolare, divisa in 3 navate da un doppio ordine di arcate, con un susseguirsi di pareti curve nello spazio centrale. Vi è uno sfolgorante rivestimento musivo, eseguito in tempi diversi, e altre decorazioni in argento, marmo e porfido. La cupola, col suo diametro di 31 m, fu la più grande fino ad allora realizzata: per sostenerla, i piloni furono costruiti in pietra. Durante la costruzione i piedritti cominciarono ad inclinarsi, dunque l’edificio cominciò a deformarsi e, quando si arrivò alla base della cupola, lo spazio da coprire era cresciuto rispetto al progetto originale. In seguito ad un cedimento vero e proprio, vi fu una ricostruzione totale della cupola nel 558. L’esterno non è ben visibile perché pesanti contrafforti si appoggiano all’edificio, come anche mausolei e minareti; è comunque nudo e pesante, rivestito di un’intonacatura giallastra sui mattoni. La facciata principale era rivestita di lastre di marmo del Proconneso.
  • S.Irene -> dedicata alla Pace Divina, sorge vicinissima a S.Sofia. La cupola, sorretta da 4 pilastri, fu ricostruita dopo il terremoto del 740. L’abside principale è poligonale all’esterno e semicircolare all’interno.
  • cisterna basilicala Cisterna Basilica -> fu costruita su un impianto basilicale, e dunque ha una pianta rettangolare (138×65 m). 28 file di 12 colonne sostengono volte a crociera di mattoni. Sul fondo si trovano due blocchi di marmo con un bassorilievo della Medusa.
  • la Cisterna dalle 1.001 Colonne -> è più piccola rispetto alla precedente, ma di disegno più ardito: per darle maggiore profondità, l’architetto collocò 2 serie di fusti di colonne una sull’altra, legando i fusti per mezzo di tamburi di pietra forniti di incavi circolari. Oggi la cisterna è interrotta per circa un terzo della sua profondità.
  • il Monastero del Sinai (548-565) -> edificato dall’architetto Stefano di Aila nel luogo dove, secondo tradizione, apparve a Mosè il roveto ardente, è oggi dedicato a Santa Caterina. L’impianto è fortificato da due torri ai lati della facciata occidentale e un’abside che sporge all’esterno. Presenta 5 cappelle per lato, ma il principale oggetto di culto è il Roveto Ardente, dietro l’abside. Il tema iconografico sviluppato al centro dell’abside è quello della Trasfigurazione sul Monte Tabor, mentre ai lati di una bifora compaiono due episodi della vita di Mosè, ovvero Mosè che si slaccia il sandalo davanti al roveto ardente e Mosè che riceve le Tavole della Legge.

SCULTURA

arcadioFra i massimi esempi di scultura paleobizantina, è l’Obelisco di Teodosio I (390): esso venne eretto al centro dell’Ippodromo ed è un monolite di granito rosa di Syene di 28 m d’altezza (oggi 20), come il suo gemello ancora in situ nel Tempio di Amon a Tebe. Celebra le vittorie di Thutmosis III (1500 a.C.). Si erge sopra 4 cubi di bronzo, poggiati su un basamento di marmo. La base inferiore reca iscrizioni che celebrano le vittorie di Teodosio. Fra le scene rappresentate, vi sono quelle che mostrano la laboriosa erezione dell’obelisco, ed altre, sulla base superiore, che raffigurano Teodosio, Valentiniano II, Onorio e Arcadio. Le figure sono numerosissime, ognuna interpretata come un vero e proprio ritratto; inoltre, originariamente, erano policrome.
Altro bell’esempio scultoreo è rappresentato dal Ritratto da Arcadio: in questo, gli occhi sono stati ingranditi in modo innaturale per intensificare l’espressione distaccata. La chioma è resa con minuzia calligrafica. Nel complesso, la statua è troppo perfetta per apparire reale e vitale, e ciò per rendere la divina maiestas.

Avori

avorio barberiniSi possiedono un gran numero di dittici eburnei, ovvero coppie di tavolette incernierate istoriate esternamente e predisposte per la scrittura sulla faccia interna. Essi potevano essere commissionati dai soli consoli e, fra i più rappresentativi, si ricordano:

i dittici di Areobindo;
i dittici di Anastasio;
i dittici di Giustiniano;
i dittici di Giustino.

Accanto a questa produzione, vi erano poi gli avori imperiali, costituiti da 5 pannelli figurati di forma rettangolare ma di diverse dimensioni. Il più celebre è l’Avorio Barberini (Louvre) -> in alto è la figura di Cristo, fra i simboli del sole e della luna sorretti da angeli; nel pannello principale è un imperatore in abito militare che incede impetuosamente a cavallo. Sui pannelli laterale (di cui oggi uno è mancante), figure di generali porgono all’imperatore una statuetta della Vittoria; quello in basso mostra un corteo di barbari vinti. Le più accreditate ipotesi riconoscono nell’imperatore Anastasio o Giustiniano.
Molto raffinato è anche il Pannello con Arcangelo (British Museum).

PITTURA

vangelo rossanoA dare un’idea della capacità pittorica degli artisti bizantini sono, oltre ai mosaici, i codici miniati. I primi esemplari significativi risalgono al VI sec. Il più importante fra questi è il Vangelo di Rossano -> parla dei fatti salienti della vita di Cristo, accostandole significative riproduzioni. La disposizione vede: in alto, il testo, scritto con inchiostro d’oro e d’argento; in mezzo, le scene cristologiche su fondo purpureo; in basso, i 4 profeti.

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