Il Futurismo e l’Europa

Quando si parla del rapporto fra il Futurismo e l’Europa, si deve considerare una influenza a doppio senso: sia dall’Italia verso l’Europa che viceversa. Soprattutto, importante fu il contatto col Cubismo: sia in Germania che in Russia, si può infatti parlare di Cubo-futurismo. Fankastel riconosce come sia in particolar modo il futurismo a doversi considerare debitore nei confronti del Cubismo, mentre Calvesi cerca di restituire dignità al movimento artistico italiano (anche in relazione alle successive influenze sull’Astrattismo). Correnti derivate dal Cubo-futurismo furono poi, ad esempio, il Raggismo e l’Orfismo. Artisti futuristi che ebbero maggiori contatti con l’Europa furono Boccioni, Severini e Balla.
Boccioni è vicino a Delanuy: si veda il tentativo di entrambi di rendere il movimento psicologico della città.
Stati d’animo -> cerca di esprimere i sentimenti attraverso linee e colori. Egli è comunque più legato al simbolismo previatano. Nella scultura, Boccioni si avvicina a Picasso, ma non si può dire esattamente chi abbia influenzato chi: c’è infatti una certa contemporaneità nelle opere scultoree dei due. Nelle sue sculture, Boccioni trasforma il “movimento relativo” presente in Balla (movimento ripreso in momenti successivi) in “movimento assoluto”, ovvero esso è ripreso come simultaneità.
Severini è invece più vicino a Leger. Egli si formò in gran parte a Parigi, nonostante inizialmente avesse studiato con Boccioni da Balla. Il suo punto di partenza è la corrente post-impressionista, in particolar modo Seraut: da lui riprende la tecnica a puntini e la precisione del disegno (molto basato sulla geometria). La sua idea di città è quella descritta da Jule Romen nella “Vita unanime”: essa è carica di qualcosa in più della somma delle anime che la popolano.
Infine, Balla ha forti legami con gli studi fotografici di Marey. Altri legami sono con Kupka e con Duchamp.
Come Boccioni, Russolo e Carrà partono da posizioni simboliste. In particolare indagano le relazioni fra luce artificiale e luce naturale. Interessa loro anche la resa del suono.
Sia il Cubismo che il Futurismo rifiutano inoltre l’astrazione, nonostante nelle loro opere mettano in pratica l’abbandono dell’oggetto. Ad esempio, Boccioni (e in questo è vicino a Kandinskij) in parte astrae, senza però prescindere dalla realtà.
Componenti filosofiche di riferimento possono infine essere considerate, per il Futurismo, il pensiero di Bergson e di Nietzsche.

 

Claudia Sole

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