“Festival di Sanremo Story”: la TOP 20!

E anche quest’anno Sanremo è volto al termine!
Di questo ricorderemo le polemiche su Crozza, l’irrefrenabile Littizzetto e lo show di Elio sulla Canzone Mononota.
Ma poco rimarrà purtroppo della musica in senso stretto, forse qualche bella parola d’amore dei Modà, la voce straordinaria di Mengoni e il funambolico giro di piano di Gualazzi.
Ma sì, infondo è sempre così – si sente dire in giro dalla gente – come se Sanremo non abbia in realtà mai rappresentato il vero e proprio Tempio della Musica.
Beh, io non sono d’accordo per niente: e può testimoniare per me la me bambina, che quando c’era Sanremo rimaneva letteralmente ipnotizzata davanti al televisore perchè profondamente innamorata della musica.
Per questo voglio riproporvi i miei 20 pezzi musicali preferiti usciti da Sanremo (tralasciando Nel blu dipinto di blu, che ormai è monumento nazionale!), perché possiate ricordare anche voi la magia e l’arte che quel luogo nasconde!

1° POSTO: Almeno tu nell’Universo – Mia Martini (1989 – 9° e Premio della Critica)

Sai la gente è matta
forse è troppo insoddisfatta 

segue il mondo ciecamente 
quando la moda cambia
lei pure cambia 

continuamente e scioccamente

Per la voce struggente di una “forte donna fragile”, in cerca di un punto di riferimento in questo strano mondo. E per la grazia e l’eleganza con cui quella signora calcava il palco, a quell’epoca ancora adorno di bellissimi fiori.

2° POSTO: Ciao amore ciao – Luigi Tenco (1967 – Non finalista)

Andare via lontano 
a cercare un altro mondo 
dire addio al cortile, 
andarsene sognando. 

Per la tristezza nelle parole e negli occhi di un uomo incompreso, che di fronte ad un’esistenza che procedeva stanca preferì togliere il disturbo,  salutando anche l’Amore.

3° POSTO: Amore lontanissimo – Antonella Ruggero (1998 – 2°)

Passa tanta gente
se in mezzo ci fossi tu, 
se mi passassi accanto, 
io ti sentirei

Perché questa donna ha la voce degli angeli e sembra venire da un altro pianeta. Guardatela, coi capelli argento e gli occhi sognanti, ascoltate le note vertiginose che tocca la sua voce, e vedrete che in quel pianeta vi ritroverete anche voi…

4° POSTO: Piazza Grande – Lucio Dalla (1972 – 8°)

Lenzuola bianche per coprirci non ne ho 
sotto le stelle in Piazza Grande, 
e se la vita non ha sogni io li ho e te li do. 

E se non ci sarà più gente come me 
voglio morire in Piazza Grande, 
tra i gatti che non han padrone come me attorno a me

Perché l’indimenticabile Lucio ha saputo, con questa canzone, dare voce a quelli che comunemente chiamiamo emarginati, ma che invece spesso hanno un intero universo da raccontare.

5° POSTO: Spunta la luna dal monte – Pierangelo Bertoli & Tazenda (1991 – 5°)

Coro meu, Cuore mio 
fuente ‘ia, gradessida, fonte chiara e pulita 
gai puro deo, dove anch’io, 
potho bier a sa vida. posso bere alla vita. 
Dovunque cada l ‘alba sulla mia strada, 
senza catene vi andremo insieme. 

Perché questo brano è un monumento alla musica popolare, con quello stretto dialetto sardo in cui a fatica riusciamo a riconoscere la lingua italiana. E poi per l’impeccabile aplomb di Bertoli e di Andrea Parodi, due incredibili “voci narranti” sottratte anzitempo alla musica.

6° POSTO: Vita spericolata – Vasco Rossi (1983 – 25°)

E poi ci troveremo come le Star
A bere del whisky al Roxy Bar
O forse non c’incontreremo mai
Ognuno a rincorrere i suoi guai
Ognuno col suo viaggio ognuno diverso
Ognuno in fondo perso dentro i fatti suoi

Per riscattare la prima grande esibizione del Blasco nazionale, che con voce graffiante cantava la sua insofferenza verso un’esistenza fatta di routine, desideroso com’era già allora di rompere ogni schema precostituito del “buon vivere” comune.

7° POSTO: Quando nasce un amore – Anna Oxa (1988 – 7°)

Farò di te la mia estensione
farò di te il tempo della ragione 
farò di più farò le cose che vuoi fare anche tu

Perché la Oxa è stata ed è una vera diva, con i suoi continui cambi di stile che dettarono moda e con una voce capace davvero di comunicare il suo mondo interiore, fatto di dolcezza e di continua ricerca.

 8° POSTO: Il Ragazzo della Via Gluck – Adriano Celentano (1966 – Non finalista)

Mio caro amico, disse, 
qui sono nato, 
in questa strada 
ora lascio il mio cuore. 
Ma come fai a non capire, 
è una fortuna, per voi che restate 
a piedi nudi a giocare nei prati, 
mentre là in centro respiro il cemento.

Perché in questa esibizione Celentano è più che mai il Re degli Ignoranti, con basco in testa e chitarra sottobraccio a cantare di un’esistenza umile, fatta però di attaccamento alla terra e di piccole gioie, quali quella di sentire il fischio del treno quando passa.

9° POSTO: Come foglie – Malika Ayane (2009 – 3° Nuove Proposte)

Piove e intanto penso 
Ha quest’acqua un senso 
Parla di un rumore 
Prima del silenzio

Per la particolarissima personalità di questa giovane artista e perché nella bellissima melodia di questo pezzo si riconosce l’inconfondibile mano di Sangiorgi.

10° POSTO: E non finisce mica il cielo – Mia Martini (1982-Premio della Critica)

Perché io avro’ qualcuno, 
Perché aspettando te……… 
Potrei scoprirmi ancora sulla strada 
Per ritornare me, per ritornare in me

 Perché questa canzone è in un certo senso preparatoria ad Almeno tu nell’Universo, affrontando essa lo stesso tema della ricerca di un punto di riferimento da trovare nell’Amore.

11° POSTO: Gianna – Rino Gaetano (1978 – 3°)

Ma la notte la festa è finita, evviva la vita 

Perché rappresenta un qualcosa d’impagabile vedere salire sul palco di Sanremo un cantante abbigliato in modo buffo che si accompagna con una chitarrina ed un coro improbabile nell’interpretazione di un pezzo nonsense.

12° POSTO: Sono solo parole – Noemi (2012 – 3°)

Avere l’impressione di restare sempre al punto di partenza 
E chiudere la porta per lasciare il mondo fuori dalla stanza 
Considerare che sei la ragione per cui io vivo 
Questo è o non è amore? 

Cercare un equilibrio che svanisce ogni volta che parliamo 
E fingersi felici di una vita che non è come vogliamo 
E poi lasciare che la nostalgia passi da sola 
E prenderti le mani e dirti ancora… 

Per il meraviglioso testo che Fabrizio Moro ha dato a questa canzone, che parla di come ognuno di noi è destinato a cambiare per sempre quando è sfiorato dal tocco dell’Amore.

13° POSTO: Ma non ho più la mia città – Gerardina Trovato (1993 -2° Nuove Proposte)

Penso ancora alle parole 
scritte in alto sul giornale: 
chi non ha paura di morire muore una volta sola. 

Perché questa cantante non meritava di finire nel dimenticatoio, in quanto dotata d’incredibile talento non soltanto a livello interpretativo ma anche cantautoriale: e questa canzone non è altro che la sua autobiografia e parla della “sicilianità” in tutte le sue sfaccettature… fino al bel riferimento alle parole di Paolo Borsellino!

14° POSTO: 4 marzo 1943 – Lucio Dalla (1971-3°)

Mi aspettò come un dono d’amore fino dal primo mese

Perché ancora una volta Lucio ha saputo parlare con incredibile delicatezza di personaggi “invisibili”: in questo caso, una ragazza madre messa incinta da un ignoto soldato alleato.

15° POSTO: Un’avventura – Lucio Battisti (1969 – 9°)

Non sara’ un’avventura 
non è un fuoco che col vento può morire 
ma vivrà quanto il mondo 
fino a quando gli occhi miei 
avran luce per guardare gli occhi tuoi

Perché va bene che non è una delle canzoni più belle di Battisti, ma è comunque una di quelle il cui ritornello ti rimane in testa e che non riesci a smettere di cantare per il resto della giornata…

16° POSTO: Un’emozione da poco – Anna Oxa (1978-2°)

Per me, più che normale 
che un’emozione da poco
mi faccia stare male 

una parola detta piano basta già
ed io non vedo più la realtà 

non vedo più a che punto sta 
la netta differenza
fra il più cieco amore 
e la più stupida pazienza

Per l’energica interpretazione di una Oxa appena sedicenne ma già piena di charme, con i capelli corti e un trasgressivo abbigliamento maschile.

17° POSTO: Destinazione Paradiso – Gianluca Grignani (1995 – 6°)

In questo girotondo d’anime 
chi si volta è perso e resta qua 
lo so per certo amico 
mi son voltato anch’io 
e per raggiungerti ho dovuto correre

Perché è sempre difficile parlare di suicidio, e pochi sono riusciti a farlo bene dopo Domenico Modugno. E poi perché in questo caso sono un po’ di parte: da bambina ero innamorata cotta di quel ragazzo dai capelli lunghi, con il maglione più grande di due taglie…

18° POSTO: Ma che freddo fa – Nada (1969 – 5°)

Cos’è la vita senza l’amore 
è solo un albero che foglie non ha più 
e s’alza il vento, un vento freddo 
come le foglie le speranze butta giù 
ma questa vita cos’è 
se manchi tu

Per il ritmo impetuoso di questa canzone, interpretata da una quindicenne tutto pepe…

19° POSTO: La prima cosa bella – Ricchi & Poveri (1970 – 2°)

La prima cosa bella 
che ho avuto dalla vita 
e` il tuo sorriso giovane, sei tu

Perché la dolce melodia di questo pezzo è in grado di farci ricordare la magia lontana di un primo amore. Cosa dire poi del delizioso coro, relizzato su di essa, dai Ricchi & Poveri…

20° POSTO – Mistero – Enrico Ruggeri (1993 – 1°)

Cos’e’ che ancora ci fa vivere le favole 
chi sono quelli della foto da tenere. 
Cosa si cerca
quando si da’
quando si ama davvero 
MISTERO

Perché è una delle poche vincitrici della competizione che abbia meritato quella posizione, se non altro per aver portato un po’ di rock sul palco di Sanremo.

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