Domenico Veneziano (1410-1461)

LA CONCEZIONE “VENETA” DEL COLORE

Veneziano di nascita, come da soprannome, sulle sue tele Domenico porta della sua terra la varietà cromatica: sceglie infatti per esse tonalità chiarissime, impregnate di luce, delimitate da una linea raffinata. Lo notiamo nella “Madonna col Bambino” (1445) degli Uffizi, totalmente giocata sulle tinte del rosso corallo, del blu tenue, del verde prato e dell’oro.

IL RIMANDO ALL’ARTE FIORENTINA NELLA RESA DELLA PROSPETTIVA

Anche se le sue scelte cromatiche sono tipicamente venete, egli impara invece dall’arte fiorentina a modellare lo spazio: le sue figure sono infatti sempre inserite all’interno di un ambiente delimitato, spesso porticato e con una pavimentazione rigorosamente geometrica, fatto su misura per loro, in cui le linee convergono tutte verso un punto di fuga centrale.

CURIOSITA’

Vasari indica l’artista come uno dei primi artefici di pitture ad olio in Italia. Sarebbe stato lui ad insegnare ad Andrea del Castagno la tecnica, il quale poi la introdusse nell’ambiente fiorentino. Pare però che quest’ultimo fosse invidioso del talento raggiunto dall’amico e collega, tanto che, secondo lo stesso Vasari, si decise ad assassinarlo: in realtà, le fonti storiche smentiscono assolutamente questo fatto, in quanto Domenico Veneziano morì ben quattro anni dopo Andrea del Castagno.

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