Il Carnevale Romano: fra parate e follia!

E Dio creò il Popolo di Roma, e lo fece verace, satirico e un po’ folle.
Poi i Romani sentenziarono: “Ci sia una festa per il nostro Popolo, fatta di danze, spettacoli e musiche”. E il Carnevale fu!
Eh sì perché, come disse Goethe: “Il Carnevale di Roma non è precisamente una festa che si offre al popolo, ma una festa che il popolo offre a se stesso”.
Le sue radici affondano nel glorioso periodo imperiale, quando si solea accompagnare le festività religiose dei Saturnali con divertimenti pubblici, mascherate e riti orgiastici.
Poi, dal X secolo, i festeggiamenti ebbero come ideale palcoscenico il Monte Testaccio, considerato il luogo di origine della città, secondo un’antica leggenda.
Infine, nel 1466, Paolo II decise lo spostamento in Via Lata (oggi Via del Corso), importante crocevia cittadino che dunque poteva coinvolgere un pubblico ben più ampio, composto non solo dai cittadini ma anche dai tanti forestieri che giungevano a Roma per affari e non potevano che rimanere letteralmente stregati da quei “giorni di ordinaria follia”. L’intenzione del Papa non era però questa, quanto quella di poter godere in prima persona dei pubblici spettacoli dall’alto della sua residenza in Piazza Venezia (Palazzo Venezia), e di conquistarsi così la benevolenza dei Romani, essendo per lui più che mai chiaro che finché questi avessero avuto divertimenti non avrebbero di certo cospirato contro i poteri costituiti.
La festa si componeva di tre momenti essenziali: l’iniziale Corteo Ufficiale delle Autorità e delle Maschere; la Corsa dei Barberi e la finale Cerimonia dei Moccoletti. Descrivendo questi, Casanova scrisse:

Quivi si precipitano con rumore indicibile turbe di maschere di ogni razza, a piedi e in vettura. I confetti, le canzoni satiriche, le pasquinate piovono da tutte le aprti. Quivi la gente più e più brillante che sia in Roma si confonde col popolaccio. I barberi lanciati fra due file di carrozze corrono a perdita d’occhio verso al meta. A sera il popolo si accalca all’Opera, alla Commedia, alle pantomine, ai funamboli. Nelle trattorie e nelle bettole tutte le stanze e tutte le tavole sono piene e tutti mangiano e bevono come se in avvenire non avessero a nutrirsi più mai”.

IL CORTEO UFFICIALE DELLE AUTORITA’ E DELLE MASCHERE

La città diveniva una sorta di teatro all’aperto, abitato da maschere tradizionali ma anche da personaggi ispirati alla vita quotidiana.
Oggi, per maschere tradizionali romane si pensa subito a Rugantino e Meo Patacca, ma bisogna comunque ricordare che queste vennero inventate soltanto a partire dal XVIII-XIX sec. I due sono accomunati dal carattere arrogante e attaccabrighe, tipico del “bulletto romano”.

LA CORSA DEI BARBERI

E’ a questo evento che deve il nome Via del Corso, prima di allora chiamata Via Lata.
Essa consisteva in una corsa di cavalli, originari del nord-africa, da Piazza del Popolo a Piazza Venezia.
Era di certo l’evento che attirava maggior pubblico, tanto che era usanza affittare balconi e finestre affacciati sul Corso affinché si potesse godere del miglior punto di vista su di esso.
Un’interessante memoria pittorica è fornita da Corsa dei cavalli durante il Carnevale Romano di Paul Sandby.

LA CERIMONIA DEI MOCCOLETTI

L’ultima sera del Carnevale, la città s’illuminava di una miriade di fiammelle: ognuno si muniva, infatti di una candela con paralume di carta, e scopo della serata diveniva il cercare di spegnere il moccoletto del vicino difendendo il proprio. Chi rimaneva senza moccoletto era sottoposto al pubblico ludibrio e non poteva difendersi, per questo spesso la festa si concludeva in una rissa.
La Cerimonia dei moccoletti rappresentava comunque, in maniera simbolica, il corteo funebre del Carnevale, il cui simulacro veniva bruciato in Piazza del Popolo.

IL CARNEVALE OGGI

A partire dalla data odierna del 2 febbraio fino al 12 febbraio, innumerevoli sono gli eventi imperdibili organizzati in occasione del Carnevale Romano, essenzialmente in Piazza del Popolo.
Anzitutto, la Grande Sfilata di Apertura, in programma per le 15.30 di oggi, che dalla Piazza si snoderà lungo Via di Ripetta e il Corso. La sfilata, dedicata a Giuseppe Verdi, sarà composta da oltre 100 cavalli, carrozze, maschere tradizionali e corpi militari.
Quindi, le Parate Equestri, che si terranno dal 3 al 12 febbraio alle ore 18 (ma alla stessa ora di oggi sarà già possibile assistere alle prove).
Infine, il Gran Finale del 12 febbraio, con la Cerimonia dei Moccoletti e i Fuochi d’Artificio dalla Terrazza del Pincio.
Il tutto accompagnato dalla voce narrante di Alessandro Benvenuti e dalle meravigliose Proiezioni Architetturali in 3D che ogni giorno animeranno la facciata della Piazza.
Piazza Navona riporterà invece alla ribalta la Commedia dell’Arte, un patrimonio storico, artistico e culturale italiano riconosciuto a livello mondiale. Fra gli eventi organizzati nella Piazza, è anche da menzionare lo Yorick Festival, dedicato a Yorick, il buffone di Amleto, perfettamente affine allo spirito di follia del Carnevale Romano.
Buon divertimento!

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