Calcata: la città delle fate

Calcata è un piccolo borgo distante appena 40 km da Roma. Arroccata sopra una roccia tufacea, domina dall’alto la valle del fiume Treja. La maggior parte degli abitanti originari, in seguito ai frequenti crolli della rupe, hanno preferito trasferirsi a valle, nella città nuova. Ma il borgo medievale venne riscoperto dagli artisti che, comprando quelle fatiscenti dimore, le trasformarono in veri e propri luoghi da fiaba, perfettamente integrati nella natura circostante, che sembrano abitati da spiriti e folletti. Per questo, visitandola, nonostante non disponga di molti monumenti, si respirerà un aria di cultura e ci si accosterà ad uno stile di vita hippie. Ad arricchire il tutto saranno i suggestivi punti d’osservazione sulla valle sottostante, spesso preceduti da strette viuzze, archi e antiche scale scavate nel tufo.

Iniziamo dunque il nostro itinerario!

Entrando nel borgo antico attraverso la doppia porta medievale, dopo aver percorso un piccolo vialetto in salita, ci si troverà in Piazza Vittorio Emanuele II. Aggettante sulla piazza è il Palazzo Baronale degli Anguillara, di fronte al quale sono tre caratteristici sedili di pietra. Qui è anche la chiesa parrocchiale dei Santi Cornelio e Cipriano.
Sulla sinistra, in un vicolo interno, è lo straordinario Bazaar dei Sognatori, di Deborah Borghi: è un atelier di creazioni fantasiose, che spazia dagli oggetti di arredamento alla rielaborazione di abiti e accessori.
Poco distante, ritornando verso la piazza, è il Forno: qui potrete assaporare, a partire dalle 5 del pomeriggio, dei fantastici biscottoni casarecci con gocce di cioccolato.

Per il pranzo o la cena consigliata è La Latteria del Gatto Nero: al suo interno, ogni oggetto ornamentale è a forma di gatto. Ottima la polenta con spuntature e salsicce, come anche i dolci fatti in casa.
Un luogo tutto da scoprire è la Porta Segreta, associazione culturale fondata da Giancarlo Croce, artista “extra-media” (marito, fra l’altro, della Deborah del Bazaar dei Sognatori).  La galleria si compone di vari ambienti, dove trovano posto le opere di artisti contemporanei, in primis lo stesso Croce: davvero stupefacenti i suoi anamorfismi e i bassorilievi in cui riproduce Calcata. Tra un ambiente e l’altro, è possibile imbattersi in un pozzo dei desideri in vecchio stile, dove lanciare la nostra monetina porta-fortuna. E’ quindi una scala scavata nella roccia, che permette di scendere nel cuore di Calcata, ovvero all’interno di un antico ipogeo.

Uscendo da lì, recatevi alla Sala dei 201 tè: ne hanno di tutti i gusti e provenienti da tutto il mondo, serviti con squisita pasticceria casareccia e in tazze e teiere davvero originali.

Infine, se siete anche alla ricerca di un posto dove dormire, per rimanere in tema con questo scenario da sogno, soggiornate presso L’isola che non c’era di Fiorenza Cafà: ogni stanza è dedicata ad un personaggio magico, dalla Stanza della Strega Nilde al Rifugio di Trilly Campanellino. Vi potrà dunque capitare di addormentarvi, e di ritrovarvi in quel castello lontano lontano delle nostre fiabe da bambini…

Claudia Sole

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