Andrea del Verrocchio (1435-1488)

LA “SCULTURA APERTA”

Pittore, scultore ed orafo fiorentino, il Verrocchio si distinse particolarmente nell’attività scultorea, in quanto elaborò una nuova modalità d’integrazione fra figura e ambiente: non più violenta, come avveniva ad esempio in Pollaiolo, bensì graduale e molto naturale. Questa naturalezza non permette di immaginare la figura come se fosse chiusa in una cornice immaginaria; al contrario, essa è totalmente libera, pur nell’elegante controllo che ne attenua le movenze.
Massimo esempio ne è il “Monumento a Bartolomeo Colleoni” (1480): qui il condottiero, con sguardo fiero, avanza nello spazio in maniera del tutto naturale, perdendo la sua staticità in nome di un nuovo dinamismo.

LA BOTTEGA

La bottega del Verrocchio fu, per tutto il Quattrocento, la più florida in Italia, tanto che da essa uscirono i più grandi talenti del Rinascimento: Leonardo, Domenico Ghirlandaio, Perugino, Botticelli (che pur se non ne fu allievo, sicuramente la frequentò), etc. Questo gli permise di avvalersi della loro collaborazione in alcune delle sue più importanti opere: ne’ Il Battesimo di Cristo” (1475), ad esempio, l’angelo a sinistra fu realizzato da Leonardo, come anche il paesaggio sullo sfondo. Questi interventi finirono però per penalizzare il Verrocchio, soprattutto agli occhi della critica moderna: vi fu infatti la tendenza a considerare le parti più originali del suo lavoro come opera altrui, da lui abilmente sfruttata per accrescere la sua notorietà presso i suoi contemporanei. Naturalmente, non fu questa la realtà: egli fu infatti sicuramente molto valido artisticamente, e dotato soprattutto di un’accuratezza che doveva derivargli dalla contigua attività di orafo.

 

GALLERY

Articoli correlati:

About artutto